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Il Dolore in Travaglio di Parto

il dolore in travaglio di parto

Si tratta di un lavoro che affronta l'esperienza più dolorosa che una donna possa provare nella vita: “il dolore in travaglio di parto”, che retaggi culturali ancora oggi considerano come un evento che debba essere accettato e sopportato dalla partoriente. In realtà il dolore del parto può assumere effetti negativi sia sulla madre che sul bambino. I risultati che si ottengono con l'analgesia nel parto (partoanalgesia) sono di notevole importanza non solo per il sollievo del dolore alla partoriente, ma anche per i benefici che ne conseguono sia per la madre che per il nascituro. Tutto questo viene illustrato e spiegato attraverso una presentazione (in power point) gradevole e completa, che rende piacevole ed interessante l’argomento. Viene quindi descritta la tecnica farmacologica per il controllo del dolore, efficace e non pericolosa nè per la madre nè per il nascituro: l'“Analgesia Peridurale”. Ad ogni donna dovrebbe assere data la possibilità di libertà di scelta del trattamento del dolore nel travaglio di parto.

 

 

Autore: Tonino Bernacconi


Sintesi

Il dolore del parto può essere l'esperienza più dolorosa che una donna possa provare nella vita. Si calcola che tale dolore, unico nel suo genere, sia estremamente severo nel 20% dei casi, severo nel 30%, moderato nel 35% e leggero solo nel 15% dei parti. Pertanto per molte donne il travaglio di parto  si traduce in un dolore intollerabile.
Per anni si è avuta la convinzione che esso fosse necessario, perché voluto dalla natura e pertanto si è sempre ritenuto giusto che la donna lo dovesse accettare, anche se atroce, e che non si dovesse ricorrere a mezzi farmacologici per alleviarlo.
Ancora oggi il controllo del dolore in travaglio di parto viene spesso considerato, erroneamente, come qualcosa di non necessario, se non addirittura “un optional potenzialmente pericoloso”.
In realtà il dolore del parto, soprattutto se molto  intenso  e/o  molto  prolungato, può assumere effetti negativi sia endocrino-metabolici (aumento dell’acidosi e del consumo di ossigeno materno e fetale, riduzione del circolo placentare, ecc.) che psicologici (disturbi emozionali persistenti, paura di possibili future gravidanze, influenza negativa sulla sessualità e sui rapporti col neonato, aggravamento di un pregresso stato depressivo, ecc.).
Attualmente la tecnica farmacologica per il controllo del dolore nel travaglio del parto riconosciuta come la più efficace e la meno pericolosa per la madre e per il nascituro è l'“Analgesia Peridurale”, previo posizionamento di un cateterino fra una vertebra e l’altra, nello stesso spazio che sarà utilizzato per la somministrazione di farmaci analgesici, sotto costante presenza dell’Anestesista.
Nel nostro Paese questa pratica medica non è ancora popolare: per motivi di ordine culturale, di scarsa conoscenza della metodica e per carenze organizzative.
I risultati che si ottengono con l'analgesia nel parto (partoanalgesia) sono di notevole importanza non solo per il sollievo del dolore alla partoriente, ma anche per i benefici che ne conseguono sia per la madre che per il nascituro.
Il trattamento del dolore dovrebbe essere fornito su scelta libera e consapevole della donna, oltre che su richiesta del Ginecologo, ogniqualvolta vi sia un’indicazione medica.
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Fonti

  • National Institutes of Health (NIH) http://www.nih.gov/
  • AIFA
  • AIRTUM – PUBBLICAZIONI – Epidemiologia e Prevenzione
  • PLOS Medicine
  • Nucleus medical media
  • Corriere della Sera
  • Portale Istituto Superiore di Sanità www.iss.it
  • Salute Donna http://www.salutedonna.it
  • Università Media Vallesina
  • Il tribunale della Salute Ancona
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