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Fragole e mirtilli neri proteggono il cuore delle donne

fragole 2

 

a cura di Roberto Amici

 

Uno studio scientifico recentissimo pubblicato sulla rivista Circulation, fra le più prestigiose al mondo, conferma e dimostra l’opportunità di un’alimentazione ricca di vegetali e in particolare  di antocianine - flavonoidi con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie per  ridurre di circa un terzo il rischio di infarto nelle donne. E’ molto interessante sottolineare il campione di donne, davvero cospicuo, analizzato:  93.600 di età compresa tra 25 e 42 anni

 

Un'alimentazione ricca di antocianine - flavonoidi con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di cui sono ricchi in particolare i mirtilli neri della varietà Vaccinium myrtillus – sembra in grado di ridurre di circa un terzo il rischio di infarto nelle donne. Lo rivela uno studio nidificato di coorte derivato dal Nurses' Health Study 2, appena pubblicato su Circulation: un gruppo di ricercatori britannici guidati da Aedín Cassidy, dell'Universita dell'East Anglia a Norwich, ha infatti verificato  una riduzione del 32% del rischio incidente di infarto del miocardio un una coorte di 93.600 donne – di età compresa tra 25 e 42 anni, e sane, al reclutamento – seguite per 18 anni nel corso dei quali si sono registrati 405 casi. Questa relazione, secondo Cassidy e colleghi, è indipendente dalle condizioni cliniche associate al rischio di infarto, e dalla presenza di fattori di rischio alimentari e non, di altri nutrienti di origine vegetale come potassio e folati nonché dall'apporto complessivo di frutta e verdura. Frutta e verdura ricche di antocianine – mirtilli, fragole, melanzane e altri – dovrebbero quindi essere raccomandati: «Questi dati sono importanti in una prospettiva di sanità pubblica perché possono essere rapidamente incorporati nella dieta abituale» scrivono. Trattandosi di uno studio osservazionale, occorre tuttavia considerare il fatto che le donne che hanno riferito consumi più elevati di frutta e verdura ad alto contenuto di antocianine presentavano in genere un'alimentazione e uno stile di vita più sano, anche se i ricercatori hanno poi apportato le correzioni statistiche abituali per tenere conto di questi fattori. In dettaglio, i ricercatori hanno osservato un hazard ratio di 0,68 nel quintile con il massimo consumo rispetto a quello con il consumo minimo (95% CI 0,49-0,96; p=0,03), calcolando che  ogni incremento di 15 mg nell'apporto di antocianine (stimato in base ai consumi alimentari riferiti) corrisponde a una riduzione del 17% del rischio di infarto. Un altro dato riguarda il consumo di mirtillo nero e fragole – cui è associato 60% dell'apporto misurato: consumarne almeno 3 porzioni a settimana comporta un hazard ratio per infarto di 0,66 fatto 1 il consumo di una porzione al mese o meno (95% CI 0,40-1,08; p=0,09).

Circulation. 2013 Jan 15;127(2):188-96

 

il sito di Circulation

 



 

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  • FIDAPA
  • GIMBE (Gruppo Italiano Medicina Basata sulle Evidenze) http://www.gimbe.org/
  • www.fondazionegraziottin.com
  • IOM Ascoli Piceno
  • Azienda Ospedaliera Universitaria OSPEDALI RIUNITI Ancona
  • Siti web Regione Marche e Presidenza del Consiglio
  • NHS National Health Service (England) http://www.nhs.uk/Pages/HomePage.aspx
  • U.O. di Neurologia Senigallia ( AN)
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